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Rete Regionale contro la guerra                                                      info@disarmolombardia.org

Presentazione delle proposte di modifica della Legge Regionale 6/94 per il suo rilancio.

Auditorium del Consiglio Regionale, via Fabio Filzi, 29, Milano, 15.12.2004

 Vittorio Agnoletto 

Comunicazione

Porgo i miei saluti e la mia solidarietà a tutti i partecipanti alla riunione di oggi. Causa sessione plenaria di Strasburgo con voto su accesso della Turchia nell’Unione Europea e voto su nuova strategia comunitaria di lotta contro la droga, non potrò essere a Milano con tutti voi.

Confermo dunque a distanza il mio impegno a sostenere la proposta di legge regionale per la difesa e il rilancio dell’Agenzia per la riconversione dell’industria bellica. E non potrebbe essere altrimenti da parte di chi è obiettore fiscale alle spese militari da almeno 20 anni!

Dall’osservatorio Parlamento Europeo vorrei brevemente concentrare il mio contributo alla discussione odierna sull’unico strumento legislativo di cui l’Unione si sia finora dotata per assolvere il suo mandato di leader globale nella riduzione della militarizzazione e del livello degli armamenti quali migliori garanzie di pace e stabilità nel mondo: un codice di condotta sull’esportazione d’armi!

Un codice di condotta, varato nel giugno 1998, su cui il Parlamento si è espresso lo scorso 17 novembre tramite la “Risoluzione sulla V relazione annuale del Consiglio”.

I due punti fondamentali di questa risoluzione sono stati, da una parte, il passaggio in cui si ritiene che un efficace controllo globale delle esportazioni di armi possa essere conseguito solo attraverso un regime internazionale che comprenda, oltre la UE, almeno i principali produttori quali Stati Uniti, Russia, Ucraina e Cina. A tal fine il Parlamento ha invitato gli Stati membri a promuovere rigorose normative internazionali sulle esportazioni di armi in vista della conferenza ONU sulle armi leggere del 2006, nonché adoperarsi per un trattato internazionale legalmente vincolante sul commercio di settore. D’altra parte il Parlamento ha richiesto di migliorare il codice di condotta nelle disposizioni riguardanti le informazioni sulla classificazione degli utenti finali in modo da fare piena luce sugli eventuali meccanismi di triangolazione verso Paesi in palese violazione dei diritti umani fondamentali.

La proposta di risoluzione presentata dal GUE in vista del voto del 17 novembre non mancava di sottolineare che i produttori di armi andrebbero comunque incoraggiati a diversificare e reindirizzare le loro imprese verso altri settori merceologici e soprattutto criticava la natura volontaria del codice di condotta in quanto, soprattutto in tempi di dottrine preventive, non sembra essere lo strumento più efficace. La richiesta, che credo la maggior parte dei presenti a Milano condividerà, è quella di arrivare nel più breve tempo possibile a una direttiva o regolamento comunitario che disciplini in modo cogente un settore così critico per la costruzione di una nuova cultura di pace in Europa e nel mondo intero.

Auguro a tutti buon lavoro.

Grazie.