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Rete Regionale contro la guerra                                                      info@disarmolombardia.org

Sintesi incontro del 15.12.04 sulle proposte di modifica della Legge Regionale n°6/94 per un suo rilancio

 «Il nuovo secolo e il nuovo millennio sono iniziati con anni di guerre, e di disperazione infinite. In questi anni abbiamo visto l’intreccio micidiale tra potere, danaro e violenza. Poveri sempre più poveri, milioni di persone senza acqua né scuola. Guerre ovunque. Vite cui non si riconosce valore. Bambini arruolati, campi minati, tortura, razzismo. Le guerre e gli atti di terrorismo, oltre a non dare soluzioni ai problemi, rischiano di trascinare l’umanità verso nuove esplosioni di barbarie e dimostrano il fallimento di chi proclama e pratica le guerre come strumento per costruire la pace, “esportare” la democrazia, contrastare e smantellare in modo efficace il terrorismo. Se vuoi la pace prepara la pace è il messaggio che ci ha lasciato Aldo Capitini. E la preparazione della Pace non si può limitare alla scelta di decidere se iniziare o no a sparare. È necessario costruire e diffondere la cultura della riconversione e del disarmo». Ha detto Celeste Grossi aprendo l'incontro pubblico di presentazione della proposta di legge regionale per la difesa, il rilancio e il miglioramento della Legge regionale n°6 del 1994: Istituzione dell'organismo "Agenzia per la riconversione dell'industria bellica" (il testo della proposta si può leggere al sito www.disarmolombardia.org), che si è tenuto mercoledì 15 dicembre dalle 17 alle 19 presso l'Auditorium del Consiglio regionale, in via F. Filzi 29 a Milano.

L'iniziativa, coordinata da Celeste Grossi (Donne in nero) e Piero Maestri (Guerre & Pace), è stata promossa dalla Rete Regionale contro la guerra e per il disarmo (della quale fanno parte, tra altri: Associazione Coordinamento Pace Cinisello Balsamo, Brescia Social Forum, BastaGuerra Milano, BastaGuerra Saronno, Como Social Forum, PeaceLink, SinCobas Milano, Convenzione contro la guerra Lodi, Forum Sociale della Brianza, Un Ponte Per... Milano, Varese Social Forum, Centro Khorakhané Lecco, Officina Shake Castellana, Associazione per la Pace Milano, Associazione Democratizzare radicalmente la democrazia, Salaam ragazzi dell'olivo - comitato di Milano, Rete Lilliput - nodo di Como, Donne in nero di Como. PRC regionale lombardo, Federazione comasca PRC, Forum Donne regionale PRC), da Pax Christi Milano, Fiom e Fim.

L'intervento di Elio Pagani ha illustrato le motivazioni e il percorso che hanno portato la Rete regionale per il disarmo, nella primavera del 2004, a lanciare un appello promosso da una quarantina di personalità del mondo della cultura, della religione e dell’associazionismo e firmato da oltre 1500 cittadine/i lombarde/i e ora a elaborare una proposta di modifica alla Legge regionale che istituì l'"Agenzia per la riconversione dell'industria bellica" per la sua difesa, il suo rilancio e miglioramento (il testo dell'intervento, già diffuso nella mailing list della rete, è disponibile sul sito www.disarmolombardia.org).

Roberto Benaglia, segretario regionale della Fim - Cisl, parlando anche a nome di Ermes Riva segretario regionale della Fiom-Cgil, che non ha potuto partecipare per un impegno irrinunciabile, ha detto che il sindacato concorda sulla necessità di riprendere l'iniziativa di rilancio della L.R.6/94, pur nella necessità di rivisitare obiettivi e ruolo della Agenzia per contestualizzarli alla nuova situazione del settore della produzione di armi, un settore in espansione, assai cambiato negli ultimi dieci anni. Le organizzazioni sindacali sono disponibili a proseguire il confronto sulla sostenibilità ambientale, sociale e etica dell'industria armiera con la Rete per il disarmo che invitano a tener conto della fattibilità delle proprie proposte, anche le organizzazioni sindacali devono riuscire a coniugare meglio valori etici e difesa del lavoro.

L'intervento di don Fabio Corazzina, Pax Christi, ha indicato tre elementi sui quali svolgere un'azione culturale per disarmare teste, cuori e mani: la persona, il territorio, il mondo. Al fascino delle armi dobbiamo contrapporre il fascino dei nostri gesti politici. Dobbiamo essere consapevoli che scegliere il disarmo vuol dire pagarlo.

La seconda parte della serata è stata dedicata agli interventi di alcuni dei consiglieri regionali presenti – Marco Cipriano e Marco Tam dei Democratici di Sinistra; Gianni Confalonieri e Mirko Lombardi di Rifondazione Comunista – che hanno espresso la condivisione della proposta di legge. Marco Tam ha invitato a non farsi illusioni sulla possibilità che la proposta di legge venga accolta da questo Consiglio la cui maggioranza si dimostra ostile alle problematiche della riconversione e del disarmo. È necessario trovare modalità di interlocuzione con i Consiglieri di maggioranza, ma circa il percorso futuro della proposta di legge è forse meglio pensare alla mobilitazione popolare. Mirko Lombardi ha aggiunto che l'emendamento presentato per rifinanziare l'Agenzia non è passato e che fino a febbraio 2005 c'è ancora il rischio che la Legge 6/94 venga cancellata. Egli ha concordato che una raccolta di firme per presentare una legge regionale di iniziativa popolare può essere utile per arrivare ad aprile all'insediamento della nuova giunta, con l’argomento già inserito nella agenda dei lavori del nuovo Consiglio regionale.

Gli interventi di alcuni promotori della campagna (don Raffaello Ciccone, Ufficio Lavoro e Affari Sociali della Diocesi di Milano; Francesco Vignarca, segreteria ControllArmi – Rete Italiana per il Disarmo; Mario Agostinelli, Forum mondiale per le alternative), di Alfonso Navarra (Lega per il Disarmo Unilaterale) e di Massimo Aliprandini (Cub Scuola), hanno fatto emergere la convergenza di differenti soggettività che consente di pensare ad una proficua prosecuzione del lavoro comune.

L'incontro è stato concluso da Piero Maestri che ha illustrato le principali modifiche che sono state introdotte nel testo della proposta rispetto alla precedente Legge 6/94 sottolineando in particolare che è previsto un potenziamento delle capacità dell’Agenzia nel progettare processi di riconversione, anche grazie ad un maggior coinvolgimento di centri di ricerca che ne hanno la vocazione e le Università e che l’accesso ai fondi per la promozione dei progetti di riconversione da parte delle aziende è subordinato alla disponibilità della promozione sul mercato dei prodotti alternativi sviluppati e alla utilità sociale dei prodotti stessi. Maestri ha affidato ai gruppi consiliari la proposta di Legge, ribadendo che l'intenzione della Rete è di farla vivere nel corso della campagna elettorale per le prossime elezioni regionali con la raccolta sul territorio lombardo delle firme necessarie per presentare una legge di iniziativa popolare.