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CARTELLO
DELLE ASSOCIAZIONI – GRUPPI – ENTI – RAPPRESENTATI NELLA AGENZIA
REGIONALE PER LA RICONVERSIONE DELLA INDUSTRIA BELLICA
L.R. 6/94
Associazioni regionali: ACLI – ARCI – LEGAMBIENTE – PAX CRISTI – CARITAS AMBROSIANA – MANI TESE WWF - COMITATO GOLFO – ASSOPACE – LOC MILANO – MIR MN Varese, Brescia, Milano CONSULTA PER LA PACE Brescia – SCI – PACE SUBITO. RELAZIONE SULL’ATTIVITA’
DELL’AGENZIA
(1999) La legge regionale cui fa riferimento l’agenzia è la n. 6 del 29/01/1994.Tra il 1995 e il 1997 l’agenzia si è riunita per
13 volte. Componenti. Secondo quanto specificato dalla stessa legge
all’art. 7, i componenti dell’agenzia sono i seguenti: -
Alberto Guglielmo (presidente dell’Agenzia) -
Renato Sirna (consigliere prima di minoranza poi di
maggioranza. Area DC) -
Roberto
Romano (in rappresentanza del consigliere prima di maggioranza poi di
minoranza. Area sinistra). -
Carlo
Spreafico (segretario generale FIM-CISL Lombardia). -
Mario
Rocca (UIM-UIL) -
Celestino
Magni (FIOM Lombardia) -
Ubaldo
Maria Marvardi (INTERSIND) -
Pietro
Fiocchi (FEDERLOMBARDIA) -
Pietro
Gussalli Beretta (Beretta SpA) -
Enrico
Guazzoni (per le associazioni-Legambiente) -
Marco
Tamborini (per le associazioni) -
Andrea
Curami (per le associazioni-università) -
Il
dirigente del servizio OTML Regione Lombardia. Le decisioni
all’interno dell’Agenzia sono sempre state prese all’unanimità. I componenti dell’Agenzia sono riconfermati perché
la legge non prevede necessariamente un rinnovo delle nomine. Per
sostituire i componenti devono essere presentate le dimissioni degli
stessi ed avanzate le nuove proposte che devono essere ratificate dal
Consiglio regionale. Attività
dell’Agenzia. Le attività dell’agenzia, determinate all’art.
3, possono sostanzialmente essere suddivise in: 1.
Individuare e promuovere processi di riconversione (comma 1
punto c. Con partecipazione alle spese del processo fino al 50%). 2.
Attività di studio, ricerca, elaborazione e proposta (comma 1
punti a,b,d,e). Attività del
1994. Stanziamenti
totali:
2 mldi di Lire. Attività
di studio:
sono stati stanziati 200 mil.
per una ricerca sullo stato dell’industria militare lombarda. Lo
studio è stato affidato al GSAD (Prof. Graziola) dell’Università
Cattolica di Milano e al CISDI. L’assegnazione è stata fatta
attraverso la partecipazione a un bando di concorso a cui hanno
risposto solo GSAD e CISDI, per cui è stato deciso di affidare il
lavoro a entrambi secondo le specifiche competenze. L’Università
Cattolica era comunque capocommessa. Attività
di investimento:
i restanti 1,8 mldi sono
stati destinati all’attività di investimento per la riconversione.
L’Agenzia ha steso un bando di concorso per la presentazione dei
progetti da finanziare accolto dalla Giunta regionale e
ufficializzato. Il bando di concorso è stato poi gestito l’anno
successivo e i fondi sono stati trasferiti al 1995. Problemi
connessi all’attività di investimento: il bando di concorso prevedeva il finanziamento solo
fino alla realizzazione del prototipo industriale del prodotto civile
che l’azienda avrebbe dovuto realizzare, per cui in realtà
l’azienda poteva limitarsi alla sola realizzazione del prototipo. Attività del
1995. Stanziamenti
totali:
2,6 mldi di Lire circa. Attività
di studio:
50 mil destinati al CESTEC con delibera dell’Agenzia per
verificare i progetti di investimento. Il lavoro è stato affidato al
CESTEC su proposta dell’assessore dopo un dibattito interno
all’Agenzia, in quanto si è stabilito che il CESTEC avesse le
competenze adeguate. La verificabilità dell’effettivo uso dei fondi
per il finanziamento dei progetti approvati era scarsa. Il bando di
concorso ha previsto lo stanziamento dei fondi a favore delle imprese
in due tranches, la prima all’approvazione del progetto, la seconda
alla presentazione del prototipo. Attività
di investimento:
3,42 mldi (1,8 relativi al 1994 e 2,6 relativi al 1995). Progetti
finanziati: hanno risposto al bando di concorso 15 aziende,
presentando 26 progetti di riconversione. Di questi progetti 2 non
avevano i requisiti di ammissibilità, 2 hanno avuto parere negativo,
11 sono stati considerati positivi ma non hanno avuto finanziamenti e
10 sono stati finanziati. Il costo complessivo dei progetti era
stimato in 12.835,5 milioni di lire, di cui 3.420 finanziati
dall’agenzia. Problemi
connessi all’attività di investimento: la Valsella dopo aver ottenuto il finanziamento (790 mil) per due
progetti presentati ha cessato l’attività, per cui è stato chiesto
il recupero dello stesso. L’Aerea non ha rispettato i criteri del
bando, per cui è stata sospesa l’erogazione dei fondi.
(informazioni che risultano dalla verifica del CESTEC). Attività del
1996. Stanziamenti
totali:
3 mldi di Lire circa. Attività
di studio:
non sono stati destinati fondi all’attività di studio. Attività
di investimento:
Il bando di concorso per il 1996 aveva gli stessi criteri del bando
precedente, aggiornati però per tener conto delle tecnologie dual use.
Nessun progetto è stato finanziato perché varie imprese hanno
presentato progetti di riconversione equivalenti a quelli presentati
da altre imprese nei bandi precedenti. Inoltre all’interno
dell’Agenzia era stato sollevato il problema della normativa
dell’UE sui limiti al finanziamento alle imprese. Il
budget dell’Agenzia è ritornato nel bilancio della Regione ed è
stato rinviato agli esercizi futuri. Attività del
1998. Stanziamenti
totali:
3 mldi di Lire circa. L’Agenzia
non è mai stata convocata. Attività
di studio:
non sono stati destinati fondi all’attività di studio. Attività
di investimento:
nessun bando di concorso è stato effettuato. Attività del 1999. Stanziamenti
totali:
l’Agenzia aveva a disposizione circa 6
mldi dagli esercizi precedenti. L’Agenzia non è mai stata convocata.
RILANCIARE LE
ATTIVITA’ DELL’AGENZIA. A
che punto siamo.
L’Agenzia Regionale per la riconversione è stata rifinanziata per
il 1999 grazie all’emendamento alla legge finanziaria regionale
presentato dai gruppi di opposizione: DS, Popolari, Rifondazione
Comunista e Verdi, dopo che la giunta aveva deciso chiuderla. Sono
stati quindi stanziati 500 mil.,
già a bilancio, per attività esclusivamente di studio, proposta e
divulgazione. Inoltre, il consiglio regionale ha fatto sua una mozione
della commissione per adeguare, attraverso strumenti ad hoc, le
attività dell’Agenzia alle normative europee e consentirle, quindi,
anche attraverso il reperimento di adeguate risorse finanziarie, di
continuare ad essere anche uno strumento per il sostegno di quelle
aziende lombarde che intendono adottare progetti di riconversione. PROBLEMI
APERTI. Problemi connessi all’attività di investimento: 1) Non è possibile finanziare direttamente le imprese oltre il limite massimo di 100.000 ECU (circa 200 milioni di Lire), ed esclusivamente le piccole e medie imprese (art. 93, paragrafo 3, lettera C del trattato di Roma). Questo comporta un’eccessiva parcellizzazione degli investimenti dell’Agenzia che li renderebbe scarsamente efficaci. 2) Gli interventi previsti dal provvedimento Konver vanno in direzione opposta rispetto a quelli della Legge regionale, in quanto Konver prevede tre tipologie di interventi (1. Sostegno alle piccole e medie imprese con produzione militare attraverso consulenze e servizi finalizzati alla riconversione nell’area della ricerca, progettazione, qualità e commercializzazione; 2. Interventi d’area volti alla bonifica e riqualificazione di aree e edifici dismessi da adibire a nuove attività produttive e di servizio di tipo civile; 3. Promozione della nascita di nuove piccole e medie imprese manifatturiere e terziarie operanti nel settore civile nonché sostegno del tessuto produttivo esistente), ma non prevede in nessun caso ristrutturazioni industriali, mentre la Legge regionale prevede di finanziare direttamente le imprese per i processi di riconversione. PROPOSTE DELLE ASSOCIAZIONI CHE FANNO PARTE DEL CARTELLO. Le
associazioni che fanno parte del Cartello hanno presentato alcune
proposte all’Assessore Sviluppo Economico, Guglielmo, per utilizzare
in modo efficace gli stanziamenti effettuati: 1) Attività di studio. L’attività di studio è indispensabile perché l’Agenzia possa operare in modo efficace e produttivo. La conoscenza approfondita del settore, sia nella dimensione lombarda che nel più ampio raggio delle tendenze europee e mondiali, appare una precondizione imprescindibile per sostenere l’attività di investimento e può essere utile anche al fine di utilizzare al meglio eventuali fondi messi a disposizione della Regione e dall’Unione Europea. Come primi passi da effettuare sembra opportuno: · Aggiornare la ricerca sulla realtà dell’industria militare lombarda. · Verificare e aggiornare costantemente lo studio dell’evoluzione verso un’industria europea della difesa, con lo scopo di comprendere le possibili ripercussioni sull’industria italiana e lombarda. · Studiare la legge 185, sia per quanto riguarda la dinamica del commercio italiano di armi (tramite i documenti governativi, così come previsto dalla legge stessa), sia per quanto riguarda le parti della legge rimaste inutilizzate, come, ad es., la parte che riguarda fondi da destinare alla riconversione. · Proporre analisi per trovare strumenti di politica economica atti a stimolare processi di riconversione, sia a livello lombardo che a livello nazionale. Le associazioni del cartello ritengono, infatti, che l’attività di studio debba essere finalizzata ai processi di riconversione. Inoltre, l’Agenzia potrebbe effettuare studi di fattibilità di processi di riconversione per linee di prodotto alternative per aziende lombarde che vogliano intraprendere questo percorso. Riferendoci a questo tipo di attività l’utilizzo di uno strumento come un regolamento per regolare l’operato dell’Agenzia non sembra necessario, anche perché la strada più facilmente praticabile per svolgere questa attività è certamente quella delle consulenze esterne. Si pone, invece, il problema di individuare più soggetti che possano fornire un apporto adeguato all’attività di ricerca. 2) Approfondimento delle problematiche della riconversione. Per ampliare le conoscenze delle problematiche della riconversione nei diversi aspetti che sono implicati, si propone: · di istituire delle borse di studio per tesi, da proporre alle Università lombarde, sia pubbliche che private. Gli argomenti di tali borse di studio dovrebbero essere concordate tra le università coinvolte e l’Agenzia stessa. · di aprire alcune pagine web per l’Agenzia, all’interno del sito internet della Regione Lombardia, da sfruttare come segue: - Rendere pubblici e visibili i risultati dell’attività di ricerca svolti dall’Agenzia stessa. Sembra infatti opportuno che quanto elaborato dall’Agenzia non rimanga solo all’interno di essa, ma possa essere utilizzato anche da altri soggetti. Si pensa in particolare alle altre Regioni che hanno una consistente presenza di industrie militari nonché agli altri centri di ricerca che si occupano di queste problematiche. - Dare la possibilità ad altri studiosi presenti sul territorio nazionale di contribuire all’operato dell’Agenzia attraverso uno spazio in cui possano intervenire. 3) Diffusione cultura della pace. Per diffondere la cultura di pace cui la legge istitutiva dell’Agenzia si richiama, si propone di fare dei percorsi di educazione alla pace, avvalendosi di personale qualificato di organizzazioni che già svolgono queste attività. In questo caso l’Agenzia si potrebbe fare promotrice di iniziative finanziate anche attraverso altri canali all’interno della Regione Lombardia in sinergia con altri enti regionali che si occupano di questi temi.
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