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35 "fulmine": ancora spese militari
Il progetto è della statunitense Lockheed Martin e prevede l'assemblaggio
in Italia a cura di Alenia (gruppo Finmeccanica),
presso l'aeroporto militare di Cameri (NO).
Stefano Ferrario
Fonte: Vita.it - 25 gennaio 2007
Il progetto risale
al 1998 (23/12), con la stesura di un memorandum di accordo sulla partecipazione
al programma JSF tra il governo nordamericano e italiano. Nell'ottobre
2001 la Lockheed vince la gara per lo sviluppo e la produzione del JSF.
A maggio del 2002 il Senato italiano dà il via libera alla partecipazione
italiana.
Ma la tappa decisiva
è lo scorso giugno a Washinghton quando il generale Leonardo
Tricarico, capo di Stato Maggiore dell'aeronautica militare italiana,
sottoscrive il programma JSF, nel quale l'Italia ha finora investito
793,6 milioni di € (139,2 milioni di € le spese stanziate per lo sviluppo
del progetto nella finanziaria 2007). La
costruzione del cacciabombardiere avverrà negli USA (in Texas)
per le forze armate nordamericane e inglesi e in Italia per gli altri
sei partner internazionali del progetto: Olanda, Danimarca, Norvegia,
Turchia, Canada e Australia.
Dell'assemblaggio
se ne occuperà interamente Alenia. Va ricordato che comunque
Alenia è già impegnata da due anni nel fornire all'Aeronautica
italiana 121 cacciabombardieri Eurofighter, il cui impegno di spesa
complessiva, disposta in Finanziaria 2005, è di 18.100 milioni
di € (termine nel 2015). Ma, diversamente dall'Eurofighter, il JSF è
in grado di trasportare anche testate nucleari.
L'Italia prevede
l'acquisto di 131 esemplari di F35. Tuttavia Alenia ne produrrà
570 anche per gli altri sei Paesi che hanno sottoscritto l'accordo.
Se pensiamo che USA e Regno Unito hanno nel loro piano di acquisti 2.581
F35 e che Lockheed si prefigge di venderlo anche ad altri clienti internazionali
(già certi Singapore e Israele), ciò potrebbe portare,
secondo Lockheed, il numero di velivoli totali a circa 4.500.
Costeranno ai cittadini italiani da 150 a 250 milioni di € l'uno, in
funzione delle configurazioni (convenzionale, predisposto per il decollo
verticale e a decollo corto per portaerei), degli armamenti connessi
e della necessità incessante di aggiornare l'avionica; la spesa
complessiva oscillerà tra i 20 e i 30 mld di €.
Questa è la più imponente operazione di Alenia, che nel
suo export fa già affari d'oro nel fornire i Paesi ex-satelliti
dell'Unione Sovietica e recentemente entrati a far parte della NATO
di biturboelica da trasporto tattico militare C27J.
Lo stabilimento previsto per la costruzione del JSF è a Cameri,
paese rurale a pochi km dall'aeroporto di Malpensa e da Novara, dove
è presente un aeroporto militare per la manutenzione dei Tornado
e di altri caccia in dotazione all'aeronautica italiana che verrebbe
trasformato ad hoc per l'assemblaggio degli F35 (le cui parti arriveranno
da Stati Uniti, Inghilterra e Olanda).
E i risvolti occupazionali? Si conferma la regola che vede l'occupazione
per la costruzione di sistemi d'arma in campo aeronautico crescere di
ben poco rispetto ad analoghi sviluppi e commesse nel civile. La differenza
di base? Sta nell'enorme fatturato che garantisce il militare rispetto
al civile. Infatti, sono duemila le persone, più l'indotto, che
già campano a Cameri sull'industria dei caccia. Potrebbero diventare
2.200, cui si aggiungerebbero 800 dipendenti dell'indotto, con la partenza
del progetto.
Articolo origina su www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=76135
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