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sottosegretario Forcieri ad Affari:ecco perché ci serve quell'aereo
Matteo Ganino Fonte: Affari Italiani - 31 marzo 2007
L'Italia, insieme
ad altre otto nazioni, ha sottoscritto un accordo con gli Usa per lo
sviluppo del programma di ricerca e produzione dell'aereo JSF, o F35,
il nuovo cacciabombardiere destinato a sostituire, a partire dal 2015,
i Tornado, gli AMX e gli AV-8 in dotazione alle forze armate. Secondo
JSF/ Il caccia che
divide laici e cattolici
Finmeccanica è un grande progetto industriale. Ma le incognite
sui costi dell'operazione e sulla reale utilità di questo investimento
hanno suscitato polemiche. Il nostro paese, infatti, è già
impegnato nel consorzio EFA per la costruzione del caccia europeo. Il
sottosegretario alla Difesa Lorenzo Forcieri risponde con disponibilità
alle critiche e precisa:"Non abbiamo ancora deciso di acquistare
nessun velivolo, ma solo di proseguire il programma di ricerca e sviluppo
iniziato nel '98."
Ma quale sarà
il prezzo reale di questi aerei, che, secondo Rete disarmo, arriverebbero
complessivamente a costarci "chiavi in mano", ricerca e sviluppo
compresi, circa 20 miliardi di euro (vedi box)? Forcieri ribatte "Lo
sapremo quando li acquisteremo: per ora l'impegno per lo sviluppo e
la preindustrializzazione è di circa 900 milioni di euro nell'arco
di 40 anni.". Sulle difficoltà del caccia europeo, invece,
il sottosegretario rileva:
"Il JSF non è in concorrenza con l'EFA, i cui concorrenti
sono proprio due aerei europei: il Rafale francese e il Gripen svedese.
La "follia" dell'Europa è avere sviluppato tre velivoli
in concorrenza tra di essi, invece di concentrare gli sforzi comuni
per la realizzazione di un unico aereo, arrivando così privi
di un progetto competitivo all'appuntamento del 2015, quando sostituiremo
molti aerei in dotazione alle Forze Armate degli stati UE".
L'intervista
Perché
l'Italia ha bisogno di un caccia con queste caratteristiche?
"La nostra flotta conta oggi oltre 250 velivoli tra Tornado, Amx
e AV- 8B, velivoli a decollo tradizionale o verticale. Questi aerei
dovranno essere sostituiti a partire dal 2015 per raggiunti limiti di
età. Con velivoli più moderni e più performanti
il numero potrà essere notevolmente ridotto."
Perché
puntare proprio sul JSF per questo turnover?
"Il programma JSF garantisce questo ricambio nelle due versioni
del velivolo, una a decollo tradizionale e l'altra a decollo verticale."
E dal
punto di vista produttivo?
"Invece di affidarci semplicemente al mercato per acquistare aerei,
partecipiamo ad un programma di produzione con una quota del 4%, così
come abbiamo fatto con il caccia europeo."
Come
si integrano Eurofighter, il caccia europeo, e JSF? i due programmi
sono alternativi?
"No, complementari. Il caccia europeo ci garantirà la superiorità
aerea per la difesa del territorio, il JSF la proiezione al suolo e,
quindi, la copertura ad esempio delle nostre truppe impegnate nelle
missioni internazionali di pace. Alla fine avremo solo due tipi di velivolo
in dotazione anziché quattro."
La Corte
dei conti olandese ha mosso precisi rilievi al programma JSF: poca trasparenza
sulle procedure adottate e incertezza sui costi reali dell'operazione.
Quale peso hanno per il governo italiano queste critiche?
"Credo che gli elementi critici evidenziati dalla Corte dei conti
olandese siano stati risolti se il governo di quel paese ha firmato
già a novembre il Memorandum che regola il programma. Noi l'abbiamo
firmato solo il 7 febbraio e comunque..."
Dica...
"Noi al momento attuale non abbiamo deciso di acquistare nessun
velivolo, ma solo di proseguire il programma di ricerca e sviluppo iniziato
nel '98 e di avviare quello di predisposizione alla produzione. Quando
sarà il momento, intorno al 2009-2010, chiederemo formale parere
del Parlamento riguardo le decisioni da assumere."
L'Italia
però ricopre nel programma una posizione rilevante che vede direttamente
coinvolte le nostre aziende. Il progetto è finalizzato alla produzione
di questi aerei e alla fine noi non ne compriamo neanche uno?
"I nostri impegni istituzionali sono questi. Il dato di partenza
è che l'Italia deve comunque sostituire oltre 250 aerei. Prevediamo
di farlo con l'EFA e il JSF, ma la decisione effettiva la prenderemo
quando avremo le garanzie necessarie che il modello risponda adeguatamente
alle nostre esigenze. L'acquisto dei velivoli comincerebbe dal 2013,
nella fase piena di produzione, quando è prevedibile che tutti
i problemi saranno risolti."
E oggi?
Entriamo in maniera consistente sulla produzione delle ali e della relativa
sezione di fusoliera, circa 1300 esemplari: una quota che va ben oltre
le nostre iniziali previsioni di produzione e di ricaduta industriale.
Il Gao,
la Corte dei conti Usa, ha criticato nei mesi scorsi il progetto JSF.
Lo ha definito un investimento a scatola chiusa, finanziato senza attendere
l'esito dei test di volo e senza sufficienti garanzie sul numero complessivo
degli aerei che saranno acquistati dalle nazioni coinvolte nell'operazione.
Crede che i rilievi del Gao siano ormai superati?
"Il programma sta procedendo molto bene, il primo aereo è
volato a dicembre con soli tre mesi di ritardo sulla tempistica prevista.
Su un programma di sviluppo di 10 anni e di produzione di 30-40 anni
il rischio della sperimentazione è fisiologico, ma confidiamo
che tutto si svolga secondo i piani prestabiliti.Comunque gli eventuali
maggiori oneri della fase di ricerca, sviluppo e produzione dei prototipi
sono esclusivamente a carico degli Usa."
Ma ci
sarà un parere della Corte dei conti italiana?
"C'è sempre un parere della Corte dei conti sugli atti del
governo."
Cosa
risponde a chi sostiene che il costo dei velivoli potrebbe essere molto
più caro di quanto dichiarato in un primo tempo?
"Parleremo del prezzo di questi aerei quando ne decideremo l'acquisto:
per ora l'impegno è di circa 900 milioni di euro nell'arco di
40 anni. Se decidiamo di uscire, possiamo saldare il conto e lasciare
abbastanza facilmente il progetto, ma non vedo perché dovremmo
farlo. Noi europei non dobbiamo ripetere gli errori degli anni '90."
Cosa
risponde, invece, a chi chiede di spendere meno soldi per il settore
bellico e investire di più per rilanciare una politica industriale?
"Noi produciamo parti di aereo sia per l'industria militare che
per quella civile. Va sottolineato, in ogni caso, che i trasferimenti
di tecnologia, in questo settore, sono immediati. L'industria "militare"
aerospaziale nella realtà è un laboratorio di ricerca
e sperimentazione di nuove tecnologie. Tecnologie che possono poi essere
trasferite al settore civile."
Ad esempio?
"Il fly by wire, i materiali compositi che oramai troviamo applicati
in tutti i settori (automobili comprese) o gli stessi navigatori satellitari
che vanno tanto di moda oggi sono nati per esigenze "militari"
ma hanno poi avuto una ricaduta ed una applicazione, e hanno comportato
notevoli benefici, anche per il settore civile.Il JSF garantisce anche
la continuità di lavoro per tutte le persone ora impegnate nell'EFA
che con la fine del programma avrebbero avuto problemi occupazionali.Con
questo programma le nostre Forze Armate si dotano di un velivolo di
elevate capacità ed inoltre il nostro Paese si assicura capacità
tecnologiche avanzate."
Articolo canali.libero.it/affaritaliani/economia/cacciaforcieri.html
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