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informativa su PROGETTO JSF presso AEROPORTO DI CAMERI
L’annuncio di questi
ultimi mesi è arrivato attraverso la stampa : la scelta di Cameri
come sede di assemblaggio di potenti cacciabombardieri da guerra. Con
un investimento di 250 milioni di euro si dovrebbe costruire uno stabilimento
di assemblaggio dentro l‘aeroporto di Cameri per costruire in un decennio
131 JSF , gli “invisibili” F 35, che l’Italia potrebbe acquistare e
circa altri 200 aerei per i paesi europei . dei 131
La commessa fa parte
di un progetto USA di costruzione di 2.700 Joint Strike Fighter, potenti
aerei d’attacco.
Le scelte italiane sono nate all’interno del precedente governo di centro
destra (2002), sembra a parziale compensazione della presenza italiana
in Irak, e dalla dipendenza della politica estera di Berlusconi dal
governo Bush, unilaterale e di guerra. Oggi CHIEDIAMO al centro sinistra
di CAMBIARE.
Siamo fortemente contrari all’acquisto italiano di 131 JSF e alle ingenti
spese che ne derivano per l’Italia (150-250 milioni di euro per OGNI
aereo), spese già iniziate nel 2002 e che spremeranno il bilancio
dello Stato dal 2007 fino al 2017 .
In un contesto di tagli alle spese pubbliche, non sono accettabili impegni
bellici decennali così pesanti e in quanto militari “indiscutibili”.
Nelle produzioni militari non valgono le leggi di mercato, non c’è
concorrenza, non c’è trasparenza, si spende senza badare a spese…
l’Italia se lo può permettere? La priorità va agli investimenti
sociali e civili. Occorre investire altrove, non nella guerra, non per
la morte, ma per giustizia sociale, diritto internazionale, cooperazione
e solidarietà.
Si addolcisce il
progetto con i ritorni occupazionali per 200 addetti nell’aeroporto
di Cameri e 800 nell’indotto.
Noi pensiamo invece che i 200 addetti saranno dipendenti già
assunti di Alenia Aeronautica di Torino o di altre ditte consorziate,
che si sposteranno giornalmente a Cameri . L’indotto sarà su
Torino , Caselle , Genova , Milano, o nei comuni dove hanno sedi le
20 ditte aeronautiche coinvolte nel consorzio italiano .
Siamo contrari al coinvolgimento del territorio novarese e non condividiamo
i toni di consenso espressi a livello locale in nome di promesse di
occupazione e di ipotetiche opportunità di sviluppo locali. La
provincia di Novara, i 2 comuni di Cameri e Bellinzago (su cui è
situato l’aeroporto) non hanno voce in capitolo , non possono stare
in questo consorzio . Il lecito dubbio è che i cittadini di Cameri,
e dintorni, non trarranno alcun vero beneficio da questo progetto, ma
solo i rischi, i danni ambientali e i malefici.
Locked Martin, capofila
di un consorzio USA - UK, è la vincitrice di una gara nel mese
di ottobre del 2001 per lo sviluppo e la produzione di tutte le varianti
dei potenti caccia bombardieri per la fase SDD (System Development and
Demonstration) del JSF ( SDD teoricamente da concludere nel 2006, ma
può slittare), per la realizzazione dimostrativa di soli 22 aerei
per test di volo e a terra negli USA presso la Edwards Air Force Base,
in California, e la Naval Air Station, Patuxent River, nel Maryland.
I contratti iniziali riguardano la costruzione di soli 22 dimostratori
JSF ( 14 per test di volo e 8 per test a terra ) nelle tre differenti
configurazioni (convenzionale , STOVL a decollo corto per portaerei
, CV a decollo verticale imbarcato su portaerei senza catapulte di lancio)
.
Il caccia dovrebbe entrare in servizio secondo le previsioni nel 2008,
inizialmente negli USA.
Una fase successiva
, denominata PSFD (Produzione, Supporto e Sviluppo Successivo) dovrebbe
portare a realizzare 2.700 aerei, inizialmente a “ritmo ridotto“, tra
USA , Canada , Australia, Inghilterra ( Partner di 1 livello = alleati
più affidabili degli USA, ci mettono più finanziamenti
per avere più commesse militari dal JSF e hanno trasferimenti
di tecnologia), Italia , Olanda ( Partner di 2 livello = operatori senza
nessuna trasferimento di tecnologia ), Norvegia , Danimarca, Turchia
, Singapore ( Partner di 3 livello ) e 1 partner nascosto ( “guarda
caso” Israele , forse il primo reale utilizzatore per “veri test” per
bombardamenti” tra qualche anno …. in Libano ? o a Gaza ?) .
Il costo stimato
di ogni velivolo dovrebbe aggirarsi tra i 150 – 250 milioni di euro,
impegnando consistenti fondi pubblici = 150*131 = 20 miliardi di euro
.
Il memorandum di intesa tra USA e Italia NON è ancora firmato
( si dice a fine 2006 ) : Occorrono 20 miliardi di euro per acquistare
, produrre i 131 aerei in 10 anni per l’Italia . Dopo i tagli di 30
milioni di euro, del dpf al bilancio di un anno per il ministero della
difesa , prima 430, oggi 400 milioni di euro, il ministro Parisi sta
"disperatamente" cercando il primo miliardo di euro necessario
per "iniziare" a firmare e aderire al MoU denominato PSFD
, avviare la produzione dei primi aerei e costruire lo stabilimento
di assemblaggio presso l ‘aeroporto di Cameri ( solo questo costa 250
milioni di euro).
In realtà
per avere più forza di contrattazione l’Italia ha negoziato con
l’Olanda un accordo bilaterale per i 200 aerei previsti nei piani di
acquisizione dei 2 paesi : il centro manutentivo MRO&U di questi
F 35 “europei” si farà in Olanda - vedi sito Arma Aeronautica
(allegato). Gli obiettivi del Memorandum bilaterale dei 2 paesi riguardano
le seguenti iniziali aree di cooperazione: una capacità di “Final
Assy & Check Out - FACO” (Linea di Assemblaggio Finale e Verifica)
dei velivoli, da stabilire in Italia, in cui costruire e verificare
a terra ed in volo i velivoli JSF che saranno acquistati dall’Italia
e dall’Olanda; una capacità di “Maintenance, Repair, Overhaul
& Upgrade - MRO&U” , (Linea di Manutenzione e Revisione) dei
motori e di taluni equipaggiamenti del velivolo, da stabilire in Olanda,
in cui effettuare la manutenzione, riparare, revisionare e modificare
le suddette parti, per i velivoli che saranno acquistati dai due Paesi.
Questo rappresenta
la prima contraddizione : infatti ci è stato detto che lo stabilimento
di assemblaggio a Cameri sarà riconvertito in un centro di manutenzione
di tutti gli aerei da guerra, tra cui lo stesso F 35, dopo 10 anni di
produzione, garantendo altra occupazione per 40 anni ( quanti cittadini
cameresi e dei dintorni saranno veramente assunti o confermati dopo
i 10 anni ? Già oggi Cameri però è un luogo per
la manutenzione di Tornado, AMX e EFA. ? Non sarà questo stesso
personale, già assunto, che tra 10 anni manterrà i nuovi
veivoli che sostituiranno i precedenti ?
Seconda contraddizione : inizialmente si parlava di 10.000 posti di
lavoro in 45 anni… un vero miracolo!
Partiti di sinistra, movimenti e associazioni pacifiste, hanno intenzione
di sviluppare una campagna di contro informazione e di sensibilizzazione
per la riduzione delle spese militari per gli armamenti "bellici
" .
Ciò è previsto nel programma di governo nazionale dell'Unione
che si impegna, nell'ambito della cooperazione europea,a sostenere una
politica che consenta la riduzione delle spese per armamenti (come previsto
dal programma dell’Unione a pag 108 – 109 allegate)
Vogliamo avviare
un “modello alternativo di difesa europeo”, ( vedi pag 108 – 109 programma
unione), libero da condizionamenti USA, che impediscono all’ONU e alla
UE qualsiasi seria operazione di interposizione nei conflitti internazionali,
di polizia internazionale e di interventi di peace keeping .
Ruoli che si aggiudica l’unica grande potenza, gli USA che così
vogliono, di fatto, controllare unilateralmente per altri decenni i
delicatissimi equilibri internazionali e aeree geopolitiche fornitrici
di materie prime pregiate = petrolio.
Non si può
trascurare che i movimenti pacifisti, singoli e liberi cittadini, in
più incontri presso la Camera del Lavoro a Novara (hanno già
programmato incontri e convegni a settembre) hanno attivato una contro
informazione sul PROGETTO JSF presso l’AEROPORTO DI CAMERI per la ricerca
di una mobilitazione del movimento pacifista che si allarghi anche a
livello nazionale.
Purtroppo è
realistico tenere in considerazione eventi di grande rischio ambientali
e di catastrofi sul territorio novarese dal momento che tale aeroporto
diverrebbe un obiettivo “molto più” sensibile per il terrorismo
internazionale o per stati canaglia :
- Rischio di una catastrofe nucleare : se per un atto terroristico internazionale
di reazione un missile intercontinentale dotato di testate nucleari
( iraniano ? ) tra 5 anni colpisse Cameri, sparirebbero Bellinzago ,
Oleggio , Galliate, Romentino, Trecate, Turbigo e Novara. Di colpo ci
sarebbero 50 – 100. 000 morti subito per il fungo nucleare e altre morti
in seguito per radiazioni, ondate di calore , ustioni . Tutto ciò
che vive a 20 Km dall’ aeroporto sarebbe immerso in radiazioni nucleari,
con evacuazioni di massa della popolazione.
- Rischio di catastrofe ambientale per atti terroristici , bombardamenti
dei depositi di carburanti esterni all’aeroporto , ma vicinissimo a
un disco pub al Bulè dove centinaia di giovani , una notte d’estate
potrebbero bruciare tutti vivi .
- Rischio ambientale : rumore e gas scaricati sul territorio per numerosi
test di volo (non inquinano solo gli aerei di Malpensa) e i loro consumi
di carburante sono impressionanti, con annessi inquinamenti acustici
e atmosferici.
impatti ambientali e sanitari : quali garanzie di valutazione di impatto
ambientale e di sicurezza? Con quale trasparenza di informazione su
attività presenti e future? Crediamo nessuna: sappiamo per esperienza
che è problematico ottenerle per gli aeroporti civili, tanto
più lo è per zone e progetti militari.
Riteniamo inaccettabile sottoporre la popolazione a questo scenario
di rischi, per combattere le guerre altrui.
Occorre illustrare alla popolazione, i rischi, i costi, implicazioni
per il territorio, i benefici veri.
Chiediamo al Presidente
della Provincia di promuovere un consiglio provinciale aperto a settembre
– ottobre.
Il percorso : deve essere preceduto a settembre da incontri di approfondimento
del coordinamento dei comuni per la PACE ( di cui la nostra provincia
fa parte ) . La provincia di Novara ha nel preambolo una dichiarazione
su : la provincia di Novara è una provincia di Pace .
il coordinamento dei comuni per la PACE deve discuterne per trovare
una proposta di sintesi, che sia poi fatta propria dall’intera provincia
e dai comuni interessati per la diminuzione delle spese militari e la
riconversione , esprimendosi su scelte che devono essere più
meditate, consapevoli e approfondite, condivise con Comuni, Istituzioni,
associazioni e popolazione. Il dibattito deve essere “vero” al fine
di promuovere scelte condivise e consapevoli con Comuni , Istituzioni
, associazioni e popolazione
Con una volontà
politica alternativa, l’Italia può uscire dal progetto JSF.
Con una volontà politica chiara e uno sforzo di progettazione,
anche Cameri e il suo territorio hanno diritto ad un altro futuro, che
sviluppi occupazione, benessere, pace, tutela della salute e dell’ambiente.
Novara 31 luglio
2006 Redatto e approvato dalle associazioni e da cittadini di Novara
Questo primo documento
nasce da un gruppo di cittadini e cittadine che lo propongono come base
per aprire una discussione comune sul territorio e per organizzare incontri
di approfondimento anche a livello nazionale.
Vogliamo informarci, informare e contribuire a cambiare le politiche
industriali ed estere in Italia.
Per informazioni:
Carla Cavagna carla.cavagna@libero.it 333 6090884
Laura Bergomi laura.paolo2@alice.it associazione per la pace 0321- 957731
Antonio laboratorio.pace@libero.it laboratorio per la pace
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