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Nel periodo tra il
1994 e il 1997 l’Agenzia regionale per la riconversione dell’industria
bellica ha iniziato ad operare, permettendo il confronto imprenditori,
sindacati, associazioni ecopacifiste e delle forze politiche
di maggioranza ed opposizione, sulle questioni della industria bellica
regionale e della riconversione al civile.
Nel febbraio 2004,
di fronte al mancato rifinanziamento dell’Agenzia ed alle sempre più
insistenti “voci” che davano come imminente la cancellazione della legge 6/94, e
quindi dell’Agenzia stessa, ci siamo attivati, insieme a ad un gruppo
qualificato di personalità del mondo religioso, laico, sindacale,
accademico e pacifista, a sostegno di un appello per impedirne la
chiusura.
In poche settimane
sono state raccolte in sostegno all’appello 1500 firme di cittadini
lombardi. Questo, insieme ad una precisa presa di posizione dei
sindacati metalmeccanici, ha impedito che la L.R.6/1994 fosse abrogata
con la conseguente chiusura dell'Agenzia.
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Febbraio
2004
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APPELLO
Per
la difesa ed il rilancio della legge regionale n°6 del 1994:
Istituzione dell’organismo “Agenzia per la riconversione
dell'industria bellica”
La guerra è tornata ad essere lo strumento con cui si costruisce un
nuovo ordine mondiale, mezzo con il quale leaders politici più o meno
legittimati pretendono di affrontare conflitti che invece possono e
devono essere composti attraverso il confronto pacifico, la diplomazia e
la cooperazione internazionale.
Alla vigilia della guerra contro l'Iraq milioni di donne e uomini in
tutto il mondo hanno manifestato per fermare quella guerra, considerata
ingiusta, illegittima e illegale - come del resto sono ormai tutte le
guerre.
Ma la volontà dei popoli non è stata rispettata, l'Iraq è stato
comunque attaccato e occupato. Le pratiche e le prospettive di guerra ne
escono rafforzate nella loro dimensione di lunga durata: la guerra
diventa "preventiva e permanente".
Più che mai, la pace va dunque conquistata con un impegno politico e
civile costante, quotidiano e capillare - cercando di contrastare le
spinte che portano alla guerra stessa e le politiche che la preparano.
Ognuno di noi può fare qualcosa per la pace, ogni istituzione
democratica deve essere coinvolta e responsabilizzata attraverso
l'adozione di misure e di atti concreti...
Rispondendo proprio a questa profonda esigenza politica e morale già
dieci anni fa la regione Lombardia si è dotata di una "Agenzia per
la riconversione dell'industria bellica", istituita con la L.R. n.
6, dell'11 marzo 1994. Composta da rappresentanti della Giunta e del
Consiglio regionale, dei sindacati, degli industriali armieri e delle
associazioni eco-pacifiste, l'Agenzia aveva il compito di incentivare
progetti di riconversione produttiva delle aziende armiere lombarde, di
svolgere funzioni di osservatorio sul comparto, di promuovere iniziative
di ricerca, di formazione e informazione sui temi della pace.
Dall'insediamento dell'ultima Giunta regionale, l'Agenzia per la
riconversione dell'industria bellica non è più stata convocata. I
nuovi commissari non sono stati nominati. La legge istitutiva non è
stata rifinanziata. Circolano anzi insistentemente voci che ne
preconizzano la definitiva soppressione, rivelando una volontà politica
tesa a lubrificare in ogni modo le opportunità di business offerte dal
mercato bellico.
Questo non deve succedere. Tanto più in un momento come questo, tanto
più nella regione italiana con i maggiori siti produttivi di armi
leggere, di sistemi d'arma e aeronautici: la sola provincia di Brescia,
nel 2001 ha esportato armi per 197 milioni di euro.
Non vogliamo che la Lombardia primeggi nella produzione di strumenti di
guerra e devastazione. Secondo gli studi dell'Onu, nel decennio
1990-2000 le sole, cosiddette, armi "leggere" hanno provocato
nel mondo più di 5 milioni di morti - la metà dei quali bambini - e
2,5 milioni di disabili gravi. La nostra regione ha risorse materiali,
tecniche e umane sufficienti a garantire altrimenti la propria economia.
Il cammino verso la riconversione della produzione, dell'economia e
della cultura legata alle armi può e deve essere ripreso con decisione.
Chiamiamo perciò le persone, le associazioni e i movimenti che vogliono
la pace, le forze politiche e i consiglieri regionali della Lombardia a
un forte impegno perché l'Agenzia per la riconversione dell'industria
bellica della Regione Lombardia non chiuda, ma sia rilanciata al più
presto e perché riceva un congruo finanziamento che le permetta di
operare efficacemente per la pace e per il disarmo.
Per questo invitiamo le forze politiche, sociali e culturali della
Regione ad un confronto
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