![]() Disarmo Lombardia Rete regionale contro la guerra |
Testo
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Camera, la vocazione di pace del nostro popolo, autorevolmente espressa dall'articolo 11 della Costituzione, deve essere il principale riferimento delle scelte di politica estera dell'Italia e del ruolo che il nostro Paese intende svolgere per promuovere una comunità internazionale basata sullo sviluppo e la solidarietà tra i popoli, sul multilateralismo e sul rispetto del diritto internazionale; il rafforzamento
delle grandi organizzazioni internazionali, a partire dalle Nazioni
Unite, e la scelta per il multilateralismo rappresentano gli strumenti
privilegiati per realizzare una politica estera che persegua attivamente,
sulla base di un equilibrato assetto multipolare, l'obiettivo di equità
e giustizia sul piano internazionale, la prevenzione dei conflitti ed
una vera ed efficace lotta contro il terrorismo; il nostro Paese
deve assumere un nuovo ruolo di impulso e stimolo sulla grande questione
della proliferazione nucleare rispetto alla quale occorre evitare, attraverso
il dialogo e la diplomazia, che nuovi Stati si dotino di tecnologia
nucleare bellica, ma nel contempo occorre riprendere e rilanciare l'obiettivo,
trascurato dopo la fine della guerra fredda, della riduzione di tutti
gli arsenali nucleari; per ottenere tale risultato, cui ciascun Paese è impegnato a contribuire in proporzione ai propri mezzi e alle responsabilità che assume nella comunità internazionale, è prioritario valorizzare i mezzi preventivi di risoluzione delle controversie e ridurre l'uso della forza a ultimo strumento possibile di fronte agli atti di aggressione e alle minacce alla pace; costruire la pace significa anche porre su nuove basi l'impegno dell'Italia per la cooperazione allo sviluppo, al fine di perseguire gli «obiettivi del millennio», riconoscendo il ruolo degli attori della società civile, delle organizzazioni non governative, delle università, delle regioni e degli enti locali, che già oggi svolgono un'azione insostituibile e di grande valore e che devono essere sempre più protagonisti dello sviluppo del partenariato internazionale; il ricorso allo strumento militare, compatibile con lo stesso articolo 11 della nostra Costituzione, in quanto conseguente alla partecipazione dell'Italia ad organizzazioni internazionali volte alla tutela della pace, può avvenire solo nel rispetto dei criteri di legittimità dell'uso della forza, proposti dalle stesse Nazioni Unite: gravità della minaccia, scopo appropriato, ultima risorsa, proporzionalità dello strumento e analisi delle conseguenze; in questo orizzonte
la scelta di intraprendere ovvero proseguire missioni militari all'estero
deve essere coerente con detti principi, in particolare con il quadro
di legalità e legittimità internazionale in cui sono state
decise, con l'evoluzione della situazione politica internazionale e,
soprattutto, con l'espressione della volontà autonoma degli Stati
e dei popoli presso cui l'Italia è chiamata ad operare; diversamente da
quella in Iraq, le altre missioni all'estero si iscrivono nell'attività
di peace-keeping e monitoraggio decisa da istituzioni internazionali
ovvero tra quelle di semplice assistenza alle forze dell'ordine dei
Paesi in cui operano, come nei casi dei nostri militari attivi in Sudan,
Somalia, sul confine tra Etiopia ed Eritrea, in Palestina, Sinai, Libano,
Kashmir, Albania e per le missioni in corso in Bosnia e Macedonia; è opportuna la costituzione di un comitato parlamentare per il monitoraggio permanente delle missioni internazionali di pace in cui è impegnata l'Italia, che consentirà al Parlamento - attraverso missioni in loco e avvalendosi del contributo di personalità della società civile e di operatori umanitari impegnati nelle aree interessate - di verificare in maniera costante e puntuale il perseguimento degli obiettivi definiti dal Parlamento e dal Governo; si prende
atto positivamente che: impegna
il Governo: b) una verifica sull'impegno e la presenza internazionale in Afghanistan, valutando risultati ed efficacia delle missioni e delineando un percorso chiaro di rafforzamento delle istituzioni, di ricostruzione economica e civile e di garanzia della sicurezza per la popolazione; c) una valutazione sulla prospettiva di superamento della missione Enduring freedom in Afghanistan; d) una nuova conferenza internazionale sull'Afghanistan allo scopo di favorire un dialogo a livello regionale e di rilanciare l'impegno della comunità internazionale, volto alla ricostruzione economica e civile del Paese, alla pacificazione e al rafforzamento delle istituzioni afgane, all'elaborazione di un piano efficace di riconversione delle colture di oppio, anche ai fini di una loro parziale utilizzazione per le terapie del dolore; e) un'iniziativa per avviare un monitoraggio ambientale delle aree interessate da operazioni belliche, al fine di individuare gli eventuali livelli di inquinamento bellico e i conseguenti piani di bonifica; a valorizzare, prioritariamente,
nella propria azione di politica estera gli strumenti di prevenzione
dei conflitti, di mediazione e di accompagnamento dei processi di pace;
a mantenere distinti,
nell'ambito delle iniziative italiane all'estero, gli interventi di
cooperazione allo sviluppo rispetto alle attività di sicurezza
e polizia internazionale; a portare avanti un'altrettanto determinata azione volta al rafforzamento delle organizzazioni internazionali, a partire dall'Onu, quali insostituibili sedi multilaterali di confronto in cui la comunità internazionale può formare, su un piano di pari dignità tra le nazioni, la propria volontà, conformemente ai principi dello statuto delle Nazioni Unite, delle Dichiarazioni sui diritti dell'uomo e del diritto internazionale; a promuovere in questo quadro, anche in qualità di membro non permanente del Consiglio di sicurezza dell'Onu dal gennaio 2007, le iniziative volte a costituire un contingente militare di pronto intervento per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale alle dirette dipendenze della Segreteria generale delle Nazioni Unite; a mantenere uno stretto rapporto con il Parlamento, anche attraverso i nuovi strumenti di verifica di cui lo stesso può decidere di dotarsi in relazione alle missioni di pace internazionali, per consentirgli di esplicare con piena consapevolezza e responsabilità il suo compito di legislazione organica, di indirizzo e controllo. Sereni, Franceschini,
Migliore, Donadi, Villetti, Bonelli, Sgobio, Fabris, Brugger
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