![]() Disarmo Lombardia Rete regionale contro la guerra |
(segue
in italiano) |
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The Security Council, Recalling all its
previous resolutions on Lebanon, in particular resolutions 425 (1978),
426 (1978), 520 (1982), 1559 (2004), 1655 (2006), 1680 (2006) and 1697
(2006), as well as the statements of its president on the situation
in Lebanon, in particular the statements of 18 June, 2000, of 19 October,
2004, of 4 May 2005, of 23 January 2006 and of 30 July 2006; …traduzione dal sito studi per la pace… Determinando che la situazione in Libano costituisce una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale; Il Consiglio di Sicurezza, 1. chiede una piena cessazione delle ostilità basata, in particolare, sull'immediata cessazione da parte degli Hezbollah di tutti gli attacchi e l'immediata cessazione di tutte le operazioni militari offensive di Israele"; 2. a seguito della piena cessazione delle ostilità, chiede al governo del Libano e all'UNIFIL, (United Nations Interim Force in Lebanon) come previsto dal paragrafo 11 per l'invio delle loro forze in una missione congiunta nel sud del e chiede al governo di Israele, contestualmente all'inizio del dispiegamento, di ritirare le proprie forze contemporaneamente; 3. sottolinea l'importanza dell'estensione del controllo del governo del Libano su tutto il territorio libanese come previsto dalle disposizioni della risoluzione 1559 del 2004 e della risoluzione 1680 del 2006, e dalle disposizioni degli Accordi di Taif, per l'esercizio della sua piena sovranità, in maniera tale che non possano esserci armamenti se non con il consenso del governo del Libano e non possa esserci altra autorità che quella del governo del Libano; 4. reitera il proprio forte sostegno per il pieno rispetto della Linea Blu, che separa Israele e il Libano; 5. reitera il proprio forte sostegno, come previsto dalle precedenti risoluzioni sul Libano, per l'integrità territoriale, per la sovranità e per l'indipendenza politica del Libano all'interno dei confini riconosciuti dalla comunità internazionale, come contemplato dall'armistizio del 23 marzo 1949; 6. chiede alla comunità internazionale di attivarsi immediatamente per dare impulso all'assistenza finanziaria e umanitaria al popolo libanese, da compiersi anche facilitando il ritorno a casa degli sfollati e, sotto l'autorità del governo del Libano, con la riapertura di aeroporti e porti, nel rispetto dei paragrafi 14 e 15; e chiede che siano presi in considerazione ulteriori aiuti in futuro per contribuire alla ricostruzione e allo sviluppo del Libano; 7. afferma che le parti hanno la responsabilità di garantire che nessuna azione sia compiuta in violazione del paragrafo 1 in modo tale da compromettere in maniera negativa la ricerca di una soluzione di lungo termine, l'accesso agli aiuti umanitari della popolazione civile, incluso il passaggio dei convogli umanitari, o il ritorno volontario degli sfollati, e chiede che le parti rispettino questa responsabilità e cooperino con il Consiglio di Sicurezza; 8.
chiede a Israele e al Libano di sostenere un cessate il fuoco e una
soluzione di lungo termine fondata sui seguenti principi e elementi:
- pieno rispetto della Linea Blu per entrambe le parti; 10. chiede al Segretario Generale di sviluppare, in collaborazione con i partner internazionali e le parti coinvolte, delle proposte per la messa in atto dei provvedimenti più importanti previsti dagli Accordi di Taif e dalle risoluzioni 1559 del 2004 e 1680 del 2006, compreso il disarmo, e per la demarcazione dei confini internazionali del Libano, specialmente in quelle aree dove il confine è soggetto a dispute o incerto, compresa l'area delle fattorie di Shebaa, e a presentare quelle proposte al Consiglio di Sicurezza entro trenta giorni; 11. decide, per sostenere e rafforzare la forza in dimensione, equipaggiamenti, mandato e raggio di operazione, di autorizzare un incremento nella forza della UNIFIL fino a un massimo di 15.000 uomini, e che quella forza debba, oltre a portare a termine il proprio mandato come previsto dalle risoluzioni 425 e 426 del 1978: a. sorvegliare la cessazione
delle ostilità; 12.
operando sulla base di una richiesta del governo del Libano di inviare
una forza internazionale per assisterlo nell'esercizio della sua autorità
su tutto il territorio, autorizza la UNIFIL a prendere tutte le azioni
necessarie nelle aree in cui tutte le forze sono presenti e nelle loro
capacità, a assicurare che questa area non sia utilizzata per
operazioni ostili di nessun tipo, a resistere ai tentativi di impedire
con l'uso della forza dallo svolgere i suoi compiti come da mandato
del Consiglio di Sicurezza, e a proteggere il personale delle Nazioni
Unite, le strutture, le postazioni e gli equipaggiamenti, a garantire
la sicurezza e la libertà di movimento del personale delle Nazioni
Unite, gli operatori umanitari e, senza pregiudicare la responsabilità
del governo del Libano, a proteggere i civili da minacce contingenti
di violenza fisica; 14. chiede al governo del Libano di controllare i propri confini e tutti gli altri varchi d'accesso per impedire che armi e materiali siano importati in Libano senza il suo consenso e chiede alla forza UNIFIL, come previsto nel paragrafo 11, di assistere il governo del Libano dietro sua richiesta; 15.
decide inoltre che tutti gli Stati adottino le misure necessarie per
impedire, a propri cittadini, sul proprio territorio, o utilizzando
navi battenti bandiera del Paese o velivoli, 16. decide di estendere il mandato dell'UNIFIL fino al 31 agosto 2007, ed esprime le sue intenzioni a considerare in una successiva risoluzione ulteriori estensioni al mandato della forza e altri passi mirati a contribuire l'implementazione di un cessate il fuoco permanente e di una soluzione duratura; 17. chiede al Segretario Generale di fare rapporto al Consiglio di Sicurezza entro una settimana sull'implementazione di questa risoluzione e di aggiornare regolarmente; 18. sottolinea l'importanza di, e la necessità di arrivare a una pace estesa, giusta e duratura in Medio Oriente, sulla base delle risoluzioni 242 del 22 novembre 1967 e 338 del 22 ottobre 1973; 19.
decide di continuare a occuparsi attivamente della questione.
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