Proposta di Legge di iniziativa popolare

UNA FIRMA PER IL DISARMO DELLA LOMBARDIA

 

 

Home

Comune di Cinisello Balsamo

29 giugno 2005                                                                    Comunicato Stampa


Cinisello Balsamo aderisce alla campagna di riconversione delle industrie belliche in Lombardia

 All’Urp si firma la proposta di Legge

La giunta comunale nell’ultima seduta ha espresso la propria adesione alla proposta di legge di Iniziativa Popolare di “Istituzione dell’agenzia regionale per lo studio e l’attuazione dei progetti di riconversione e processi di disarmo”.

Già da ora all’Urp è possibile firmare tutti i giorni da lunedì a venerdì dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 18.

La decisione di aderire alla campagna rappresenta la volontà di mettere in atto gesti concreti in direzione della costruzione di politiche di pace e cooperazione internazionale, anche in relazione al fatto che sul territorio lombardo sono presenti diverse industrie produttrici di varie tipologie di materiale bellico, spesso utilizzato nei recenti conflitti.

A confermarlo dati significativi. Da una relazione ministeriale risulta, infatti, che in Italia nel 2004 le industrie del settore hanno ricevuto autorizzazioni ad esportare armi per 1.489 milioni di euro, con una percentuale che è aumentata del 16% rispetto al 2003, e del 72% rispetto al 2001. Tra i clienti Turchia, India e Packistan, Cina e Taiwan.

A ciò si aggiunge una relazione delle Nazioni Unite che documenta che l'Italia è il secondo esportatore di armi leggere e di piccolo calibro.

 Nello specifico la Lombardia produce quasi il 40% dell'export nazionale, per un fatturato di 236 milioni di euro, tra i paesi destinatari Turchia, Libano, Marocco. Le imprese che in Lombardia producono armi sono circa 158. (I dati sono quelli del 2003, la fonte è la Camera di commercio).

 I processi di riconversione dell’industria bellica sono utili strumenti in grado di coniugare la promozione della pace – riducendo le quantità di armi in circolazione – con la difesa dell’occupazione e del livello tecnologico delle nostre aziende – in quanto tesi ad individuare nuove produzioni alternative di utilità sociale.