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Art.
1
(Finalità)
1.
Nell'ambito delle proprie competenze e in coerenza con i principi di
pace e ripudio della guerra quale strumento di offesa alla libertà
degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali,
di coesistenza pacifica e di giustizia sanciti dallo Statuto delle Nazioni
Unite e dalla Costituzione della Repubblica Italiana, la Regione Piemonte,
anche attraverso lo studio e la diffusione della conoscenza, promuove
e favorisce i processi di riconversione delle imprese operanti nel settore
della produzione di materiali di armamento verso attività di
beni e servizi di uso civile e socialmente utili, assumendo come obiettivo
prioritario il mantenimento e lo sviluppo delle risorse umane e tecnologiche,
presenti nel settore.
2.
La Regione promuove e favorisce la diffusione delle conoscenze e la
formazione di competenze relative alla realtà della produzione
e del commercio di armamenti, nonché dei progetti di disarmo.
Art. 2
(Comitato regionale per lo studio e l'attuazione dei progetti di riconversione
dell'industria bellica e per la promozione dei progetti e dei processi
di disarmo)
1.
Per concorrere all'attuazione delle finalità di cui all'articolo
1 è istituito il Comitato regionale per lo studio e l'attuazione
dei progetti di riconversione dell'industria bellica e per la promozione
dei progetti e dei processi di disarmo, di seguito denominato Comitato.
Art. 3
(Composizione e funzionamento del Comitato)
1.
Il Comitato è presieduto dal Presidente della Giunta regionale
o da un assessore delegato ed è composta da:
a) due rappresentanti del consiglio regionale, di cui uno di maggioranza
e uno di opposizione;
b) tre rappresentanti delle organizzazioni sindacali regionali;
c) due rappresentanti delle associazioni degli imprenditori operanti
nel settore;
d) tre rappresentanti delle associazioni impegnate nelle attività
pacifiste e di promozione del disarmo;
e) due rappresentanti di centri di ricerca o università maggiormente
impegnati nelle attività di ricerca e sviluppo nel settore della
riconversione e dei progetti di pace e disarmo.
2.
I componenti del Comitato sono nominati dal Presidente della Giunta
regionale sulla base delle designazioni degli enti di cui al comma 1
e della proposta formulata dalla competente Commissione consiliare.
3.
Il Comitato ha la propria sede operativa presso la Giunta regionale.
Le attività di segreteria e di supporto tecnico del Comitato
sono svolte da un apposito ufficio della Direzione generale competente
coadiuvato dalle strutture regionali competenti in materia di servizi
industriali e osservazione territoriale del mercato del lavoro e dell'occupazione,
pace e cooperazione internazionale.
4.
Il Comitato può richiedere consulenze specifiche ad organismi
specializzati per questioni particolarmente complesse. Il Comitato si
dota di un proprio regolamento interno.
5.
Il Presidente convoca il Comitato in seduta ordinaria almeno ogni sessanta
giorni. La convocazione straordinaria è obbligatoria qualora
lo richiedano almeno un terzo dei componenti.
6.
Il Comitato può deliberare con la presenza di almeno la metà
dei componenti e le deliberazioni sono adottate con il voto favorevole
della maggioranza dei presenti, salvo i casi diversamente disciplinati
dal regolamento interno.
Art.
4
(Competenze del Comitato)
1.
Il Comitato provvede a:
a) istituire e mantenere costantemente aggiornato il registro delle
imprese a produzione militare con sedi o impianti operanti in Piemonte,
nel quale sono riportate le informazioni riguardanti la ricerca, la
produzione, l'occupazione e gli investimenti sia militari che civili,
la situazione finanziaria e la titolarità delle proprietà,
gli sbocchi di mercato militari e civili, nonché la localizzazione
produttiva;
b) elaborare studi e documentazioni sulla situazione e le prospettive
di riconversione del settore, con particolare riferimento alle prospettive
occupazionali, alla valorizzazione in ambito civile delle risorse e
delle competenze tecnologiche acquisite;
c) proporre indirizzi per la diffusione e il trasferimento dei principi
tecnologici e dei processi produttivi di carattere militare verso applicazioni
di uso civile socialmente utili;
d) individuare e promuovere, col concorso dei soggetti pubblici e privati
interessati, progetti di intervento di cui all'articolo 5;
e) raccogliere ed elaborare dati relativi alla produzione e al commercio
di armi, sia in relazione alle informazioni di cui al comma 1, lettera
a), sia in termini più generali con riferimento alla situazione
nazionale e internazionale e alle norme nazionali e internazionali che
interessano il settore;
f) promuovere la formazione di competenze in merito a progetti e politiche
di pace e di disarmo;
g) formulare al Parlamento e al Governo nazionale proposte ed interventi
volti ad agevolare la riconversione dell'industria bellica verso produzioni
di uso civile;
h) stabilire e mantenere proficui contatti con istituzioni regionali,
anche non italiane, impegnate in iniziative per la promozione della
riconversione e con i centri di ricerca, anche a livello internazionale,
che si occupano di riconversione e di disarmo;
i) diffondere gli studi, i documenti e le informazioni attinenti alle
attività previste dal presente articolo e ai progetti di intervento
di cui all'articolo 5, con i mezzi più idonei, anche mediante
pagine web dedicate nel sito della Regione Piemonte.
Art. 5
(Progetti di intervento)
1.
Per la realizzazione delle finalità di cui all'articolo 1, la
Regione promuove e sostiene, con la collaborazione del Comitato, i progetti
di intervento relativi alla:
a) elaborazione di progetti di studio e di fattibilità volti
a realizzare la conversione integrale o parziale delle attività
delle imprese operanti nella produzione di materiale bellico verso attività
di produzione di beni e di prestazioni di servizi di uso civile e socialmente
utili;
b) realizzazione di attività di formazione, riqualificazione
e aggiornamento finalizzate a promuovere tra lavoratrici e lavoratori
operanti nelle industrie belliche la cultura della riconversione in
attività produttive alternative;
c) realizzazione di progetti di ricerca e sviluppo volti a trasferire
le conoscenze e le competenze acquisite nella produzione di materiale
di armamento verso applicazioni civili;
d) realizzazione di attività di informazione e formazione sulle
politiche e i progetti di pace e di disarmo rivolte, in particolare,
a operatori sociali e culturali, amministratori pubblici, studenti,
ricercatori, lavoratrici e lavoratori.
2.
La Regione concede contributi per la realizzazione dei progetti di intervento
di cui al comma 1, alle aziende a produzione militare, alle organizzazioni
sindacali, alle università, ai centri di ricerca e alle associazioni
impegnate nella diffusione della cultura della pace e di promozione
del disarmo.
3.
La Regione può concedere contributi per l'elaborazione dei progetti
di intervento di cui al comma 1, ai soggetti di cui al comma 2, fino
al 100 per cento della spesa ritenuta ammissibile.
4.
La Giunta regionale determina le modalità di concessione ed erogazione
dei contributi, nonché i criteri per l'assegnazioni dei contributi
medesimi. I soggetti beneficiari dei contributi di cui alla presente
legge sono tenuti a realizzare l'intervento per il quale hanno richiesto
il contributo. I contributi alle aziende interessate sono concessi previa
valutazione di fattibilità e di collocazione sul mercato del
prodotto riconvertito e sono comunque vincolati all'effettiva trasformazione
della produzione dell'azienda medesima. Nel caso non venga realizzato
l'intervento previsto la Giunta regionale provvede alla revoca del contributo
e attiva le procedure per il recupero delle somme erogate.
Art.
6
(Attuazione degli interventi)
1.
Per l'attuazione degli interventi di cui all'articolo 5, la Regione
promuove il coordinamento delle risorse finanziarie di provenienza regionale,
nazionale e comunitaria.
2.
Nel caso di particolari situazioni di crisi nelle aziende del settore,
dovute a condizioni di mercato o a decisioni di ridimensionamento di
produzioni militari, la Regione, anche attraverso Il Comitato di cui
all'articolo 2, si attiva per individuare le norme regionali, nazionali
e dell'Unione europea che possono favorire la riconversione delle aziende
interessate e la limitazione dell'impatto economico territoriale, nonché
l'eventuale ricollocazione delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.
La Regione può intervenire con risorse finanziarie aggiuntive.
Art.
7
(Materiale di armamento)
1.
Per la definizione di materiale di armamento si rinvia all' articolo
2 della legge 9 luglio 1990, n. 185 (Nuove norme sul controllo dell'esportazione,
importazione e transito dei materiali d'armamento).
Art.
8
(Relazione annuale)
1.
Il Presidente della Giunta regionale presenta annualmente al Consiglio
regionale, in occasione della presentazione di bilancio di previsione,
una relazione sull'attività del Comitato.
Art.
9
(Norma finanziaria)
1.
Per le finalità della presente legge è previsto nel bilancio
di previsione per l'anno finanziario 2006 nell'ambito della UPB 16032
(Industria Promozione e sviluppo delle P.M.I. Titolo - II ¿ Spese
d'investimento) il finanziamento per l'elaborazione di progetti di intervento,
di cui al precedente art. 5, con onere complessivo di Eur 2.000.000,00
in termini di competenza e di cassa, alla cui copertura finanziaria
si provvede mediante lo stanziamento dell'UPB 09012 (Bilanci e finanze
Bilanci Titolo II spese di investimento) del bilancio di previsione
per l'anno finanziario 2006.
2.
Ai finanziamenti previsti per gli anni 2007 e 2008, stimati in 2 milioni
di euro annui, in termini di competenza, nel'UPB 16032 del bilancio
pluriennale per gli anni 2006-2008 si provvede con le risorse dell'UPB
09012 del bilancio pluriennale 2006-2008.
3.
Agli oneri relativi alla costituzione e al funzionamento del Comitato
per le attività di studio, di ricerca e di elaborazione, di cui
all'art. 2 della presente legge, nello stato di previsione della spesa
del bilancio di previsione per l'anno finanziario 2006 il cui stanziamento
è pari a Eur 100.000,00 nell'unità previsionale di base
(UPB) 16031 (Industria Promozione e sviluppo delle P.M.I. Titolo ¿
I ¿ Spese correnti) si fa fronte con le risorse dell'UPB 09011(Bilanci
e finanze Bilanci Titolo I spese correnti) del bilancio di previsione
per l'anno finanziario 2006.
4.
Per gli anni 2007 e 2008 alla spesa annua di 100.000,00 euro, in termini
di competenza, nell'ambito della UPB 16031 del bilancio pluriennale
per gli anni 2006-2008 si provvede con le risorse dell'UPB 09011 del
bilancio pluriennale 2006-2008.
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