LA RICONVERSIONE DELL’INDUSTRIA BELLICA DIVIDE
LE RAGIONI DI CHI E'FAVOREVOLE E DI CHI E' CONTRARIO

Roberto Davanzo (Direttore Caritas Ambrosiana) Articolo pubblicato il 29/05/06 su "Lombardia in Europa"

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Caritas Ambrosiana, organo di pastorale sociale della Chiesa ambrosiana, prevede nel suo Statuto un impegno per lo «sviluppo integrale dell'uomo, della giustizia sociale e della pace, sia sul territorio diocesano che all'estero per un impegno concreto per la costruzione della pace». L'esperienza, ad esempio, di migliaia di obiettori di coscienza che attraverso Caritas Ambrosiana hanno prestato il loro servizio in Italia e all'estero, anche in situazioni di conflitto come interposizione pacifica, sono una traduzione concreta della nostra missione.Una missione che ci rende presenti nel nostro territorio in tutti quegli spazi dove è possibile portare i valori in cui crediamo, le sfide che la società ci presenta, il nostro impegno di mediazione e dialogo fra le parti, la nostra voce e il nostro appoggio alle parti più deboli.In merito alla proposta di legge di iniziativa popolare che ha per oggetto l'«Istituzione dell'Agenzia regionale per lo studio e l'attuazione di progetti di riconversione dell'industria bellica e per la promozione dei progetti e dei processi di disarmo», di cui siamo copromotori, ci pare opportuno sottolineare alcuni punti chiave e alcune proposte:- Continuità dell'esperienza dell'Agenzia che riteniamo positiva. L'Agenzia per la riconversione dell'industria bellica, istituzione tra le più avanzate in Europa, ha promosso negli anni in cui ha funzionato una ricerca sulla situazione dell'industria bellica lombarda, ha emesso bandi per le aziende belliche interessate ad ottenere finanziamenti regionali a prodotti civili alternativi e ha finanziato i prototipi di 10 prodotti civili alternativi. Ma ha anche permesso il confronto tra rappresentanti degli imprenditori, dei sindacati dei lavoratori, dell'università, delle associazioni ecopacifiste, delle forze politiche di maggioranza ed opposizione, sulle questioni dell'industria bellica regionale e della riconversione al civile. L'Agenzia può e deve continuare ad essere uno spazio di confronto concreto tra soggetti e realtà detentrici di istanze diverse, ma tutti chiamati a ragionare di uno scenario locale e globale nell'ottica di una convivenza pacifica.- Rilanciare e migliorare l'operatività dell'Agenzia in un contesto legislativo mutato. E' altrettanto importante permette le necessarie modifiche della vecchia Agenzia per rendere più agile, attuale e sistematico il suo operato, superando quelle difficoltà che ne avevano arrestato l'intervento dopo qualche anno. Tra le principali migliorie che si apporterebbero all'Agenzia segnaliamo: una maggior propositività di percorsi e progetti di riconversione concessa ai sindacati, a sottolineare in particolare l'attenzione alla conservazione dei posti di lavoro; la possibilità di promuovere non solo progetti di riconversione, ma anche di disarmo; la possibilità per la Regione di reperire tutte le risorse a livello locale, nazionale e internazionale necessarie a sovvenzionare e sostenere studi di riconversione verso prodotti «socialmente utili»; il monitoraggio permanente della situazione e dello stato di salute dell'industria bellica lombarda attraverso un «registro per le imprese a produzione militare con sedi e/o impianti operanti in Lombardia» (a questo riguardo sarebbe interessante avere la certezza di trend occupazionali nel settore bellico, visto che sembra che a fronte di profitti in aumento si registrano posti di lavoro in diminuzione anche in questo comparto); il compito di sostenere le iniziative di sensibilizzazione e formazione sul tema del disarmo, in una cultura di pace e nonviolenza.- Impegno educativo-formativo per la costruzione di una «pace preventiva».Alla Caritas Ambrosiana sta molto a cuore quest'ultimo punto; crediamo che questa azione debba essere accompagnata da un forte impegno nella formazione, educazione e promozione culturale di cittadini coscienti e maturi. Occorre allora costruire una proposta di incontro tra culture rispettosa e che valorizzi le differenze, che comprenda gli equilibri e le responsabilità internazionali, che ripudi la creazione di un clima di terrore, di diffidenza, di ostilità e di violenza. La proposta di legge presentata assume queste tensioni tanto da prevedere esplicitamente questi obiettivi tra i compiti e i progetti da attuare.- Richiamo continuo della Chiesa. Per finire crediamo non sia superfluo ribadire che, come cristiani e come uomini di fede, i documenti della dottrina sociale prodotti in questi anni dalla Chiesa cattolica sul tema della pace e del disarmo rappresentino un punto di riferimento imprescindibile e un orizzonte verso il quale tendere per la costruzione di una pace duratura tra i popoli.

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