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Finanziaria di guerra: il riarmo dell'Italia
Massimo Benvenuti, la voce d'Italia, 24 gennaio 07
"Una finanziaria per
lo sviluppo", l'avevano definita Padoa-Schioppa e Prodi. Ma l'unico
sviluppo certo della finanziaria 2007 (oltre all'aumento delle tasse)
è quello delle spese militari, aumentate dell'11% pari a oltre
20 miliardi di euro (!!!). In un comunicato, Emergency rende noto che
"è stato costituito nel Ministero della Difesa un apposito
Fondo per le esigenze di investimento per la difesa con uno stanziamento
di 1.700 milioni di euro per il 2007 e per un totale di 4.450 milioni
nel triennio 2007 - 2009".
Come si legge in un articolo a firma di Giorgio Beretta sul sito "Mosaico
di pace"
(http://italy.peacelink.org/mosaico/articles/art_19723.html),
l'aumento delle spese per acquisto di nuovi armamenti è - non
c'è che dire - "un bel risultato per un Governo che aveva
affermato nel suo programma elettorale che "l´Unione si impegna,
nell´ambito della cooperazione europea, a sostenere una politica
che consenta la riduzione delle spese per armamenti". E se la maggior
parte dell´intero bilancio, più del 70%, è assorbito
dai costi sempre più elevati per il mantenimento delle Forze
armate - che nel 2002 ricoprivano però solo la metà della
'Funzione Difesa' - e dalle sempre più numerose missioni militari,
una buona fetta se la ritagliano pure le industrie armiere per la produzione
di nuovi armamenti e la partecipazione dell´Italia a programmi
di riarmo in partnership con diversi Paesi".
"Il governo Prodi ha
ceduto alla lobby delle armi - commenta Luciano Bertozzi su Nigrizia.it
(http://www.nigrizia.it/doc.asp?id=9047&IDCategoria=127)
- ed ha autorizzato un rilevante programma di investimenti mostrandosi
poco sensibile alle esigenze di parte del suo elettorato che ha chiesto
un drastico taglio delle spese militari per dirottarle verso quelle
sociali".
Sicuramente lascia perplessi l'atteggiamento di parte dell'Unione che
dimostra ancora una volta le contraddizioni delle sue due anime: quella
pacifista della sinistra radicale, con le contestazioni di questi giorni
all'allargamento della base di Vicenza e le critiche al rifinanziamento
della missione italiana, e quella guerrafondaia (si può dire?)
della sinistra moderata, che non solo incrementa gli stanziamenti per
le spese militari ma partecipa con sospetta lungimiranza a progetti
di costruzione di aerei militari.
Come riporta il citato articolo di Beretta, il riarmo italiano spazia
su vari progetti "a cominciare da quelli europei per il cacciambombardiere
'Eurofighter Typhoon' di cui l´Italia conta di acquistare altri
121 modelli per Aeronautica e Marina per un costo di circa 7 miliardi
di euro. E per le fregate Fremm: 60 milioni di euro per il 2007, 135
milioni per ciascuno degli anni 2008 e 2009 e dal 2010 fino al 2022
a raggiungere i 1.665 milioni di euro. Ma anche per programmi non proprio
europei, come quello per un altro tipo di cacciabombardiere, il 'F35-Lightnight
II', noto come Joint Strike Fighter (JFS). Un programma che piace particolarmente
al centro-sinistra visto che la partecipazione fu decisa dal Governo
D´Alema nel 1998. Lunghe vedute per un Governo tutto sommato breve:
le consegne dell´F35 non dovrebbero giungere prima del 2013, ma
partecipare al programma fin dalla fase di progettazione ha avuto un
interesse aggiunto e - non ne dubitiamo - strategico".
Ovviamente, con il solito sorriso bonario e tutto "prodico"
(brutto neologismo, lo ammetto, ma rende l'idea...), da sinistra l'imperativo
è "tranquillizzare".
E così il sottosegretario alla Difesa, il diessino Lorenzo Forcieri,
ha detto che "Con questa Finanziaria non facciamo altro che riportare
la spesa militare al livello del 2004. Prima cioè che il Governo
di centrodestra tagliasse di fatto la spesa militare di 2 miliardi e
mezzo di euro".
Complimenti!
Anche il ministro della Difesa, Arturo Parisi, ci mette del suo per
tranquillizzare gli italiani: in un'intervista a Famiglia Cristiana
(http://www.stpauls.it/fc/0701fc/0701fc30.htm) ammette che anche se
è vero che i nuovi aerei caccia -multi ruolo F35 (JSF) sono in
grado di portare testate nucleari, "ciò non significa che
le porteranno".
Ora siamo davvero tutti più tranquilli...
Sempre sul sito di Nigrizia, Luciano Bertozzi scrive che "una parte
del trattamento di fine rapporto (tfr) che i lavoratori dipendenti delle
aziende private con più di 49 addetti non destineranno alla previdenza
complementare sarà dirottato ad un nuovo fondo statale che finanzierà
anche un Fondo per le spese di funzionamento della Difesa, per un ammontare
di 160 milioni nel 2007, di 350 milioni nel 2008 e di 200 milioni nel
2009".
E i pacifisti?
"Dai, non possono lamentarsi - dice Beretta su Mosaico di Pace
- In fin dei conti 50 milioni di euro di 'Fondi per la cooperazione
allo sviluppo' che rischiavano di venir decurtati sarebbero stati reintrodotti
proprio prelevandoli dal 'fondo per la manutenzione militare'. Insomma
ragazzi, non diciamolo troppo ad alta voce, ma pare che un po´
di 'riconversione' economica l´abbiamo portata a casa"...
In fondo, come affermano l'Ing. Guarguaglini, amministratore delegato
di Finmeccanica, e buona parte del mondo politico: "Se un governo,
indipendentemente dal proprio orientamento, vuole portare avanti una
politica internazionale di un certo livello, ha bisogno di una componente
della Difesa efficiente". Chiaro no?
E così il Belpaese - prosegue l'articolo di Beretta - è
il settimo al mondo per spese militari e tra i primi dieci esportatori
di armi".
Insomma, questo incremento di spese militari è probabilmente
il prezzo da pagare perché l'Italia sia annoverata dai partenrs
internazionali come "alleato affidabile".
Intanto - si legge su Nigrizia.it - "a fronte di tutti questi soldi
per le armi non c'è nessuno stanziamento per la riconversione
produttiva dal militare al civile; gli stanziamenti per la cooperazione
allo sviluppo sono elevati a circa 650 milioni per ciascuno degli anni
2007,2008 e 2009, misura peraltro insufficiente ed il Fondo per lo sminamento
umanitario è stato di poco ridotto rispetto alla misura 2006
(circa 2,2 milioni di euro annui, dimezzato rispetto allo stanziamento
di qualche anno fa). Allo stesso modo l'Esecutivo non ha tenuto fede
agli impegni presi in sede di G-8 sul Fondo globale per la lotta all'Aids,
alla TBC ed alla malaria".
Ognuno tragga le proprie conclusioni...
Note:
Articolo originale al link
http://www.voceditalia.it/index.asp?T=naz&R=eco&ART=3727
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