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sepsa militare
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Il
volo delle lobby delle armi
Una
legge Finanziaria 2007 positiva per l’industria militare. Saranno utilizzati
anche i soldi del Tfr per finanziare la Difesa.
Luciano Bertozzi,
www.nigrizia.it, 05 gennaio 2007
E’ stato costituito un apposito Fondo per le esigenze
di investimento per la difesa, nell’ambito del ministero della difesa,
con uno stanziamento di 1.700 milioni di euro per il 2007, di 1.550
per il 2008 e di 1.200 milioni per il 2009. Il Fondo realizzerà
programmi di investimento pluriennali per la difesa nazionale, per un
totale di 4.450 milioni nel triennio 2007-2009. Dal 2010 ulteriori stanziamenti
saranno stabiliti dalle successive leggi finanziarie.
Sempre nell’ambito del predetto Ministero è stato introdotto
un Fondo per esigenze di mantenimento della difesa, con la dotazione
di 350 milioni di euro nel 2007 e 450 milioni per ciascuno degli anni
2008 e 2009, per un totale di 1.250 milioni nel triennio 2007-2009.
In particolare il Fondo finanzierà interventi di sostituzione,ripristino,
manutenzione ordinaria e straordinaria di mezzi, materiali infrastrutture
ed equipaggiamenti, anche in funzione delle operazioni internazionali
di pace.
E’ previsto anche il rifinanziamento di investimenti nel settore aerospaziale,
elettronico e per la produzione del caccia Eurofighter, da realizzare
in base ad una coproduzione fra aziende italiane, inglesi, tedesche
e spagnole. Per il biennio 2007-08 lo stanziamento è pari a 520
milioni di euro e di 310 milioni per gli anni successivi.
Nel disegno di legge è contenuto anche il fondo per le missioni
militari all’estero con una dotazione di un miliardo per ciascuno degli
anni 2007, 2008 e 2009.
Inoltre, una parte del trattamento di fine rapporto (tfr) che i lavoratori
dipendenti delle aziende private con più di 49 addetti non destineranno
alla previdenza complementare sarà dirottato ad un nuovo fondo
statale che finanzierà anche un Fondo per le spese di funzionamento
della Difesa, per un ammontare di 160 milioni nel 2007, di 350 milioni
nel 2008 e di 200 milioni nel 2009.
Anche lo stanziamento per le navi FREMM, non è stato toccato,
nonostante si tratti di circa 2 miliardi di euro, scaglionati fra il
2007 ed il 2010 compreso.
E’ previsto anche un fondo di 25 milioni di euro per bonificare i poligoni
militari e le navi, per la tutela del mare e del territorio ed un altro
fondo di 15 milioni per interventi sanitari a favore dei militari italiani
all’estero e delle popolazioni civili dove sono presenti missioni internazionali.
A fronte a tutti questi soldi per le armi non c’è nessuno stanziamento
per la riconversione produttiva dal militare al civile; gli stanziamenti
per la cooperazione allo sviluppo sono elevati a circa 650 milioni per
ciascuno degli anni 2007,2008 e 2009, misura peraltro insufficiente
ed il Fondo per lo sminamento umanitario è stato di poco ridotto
rispetto alla misura 2006 (circa 2,2 milioni di euro annui, dimezzato
rispetto allo stanziamento di qualche anno fa).Allo stesso modo l’Esecutivo
non ha tenuto fede agli impegni presi in sede di G-8 sul Fondo globale
per la lotta all’Aids, alla TBC ed alla malaria.
L’Esecutivo Prodi ha ceduto alla lobby delle armi ed ha autorizzato
un rilevante programma di investimenti. Anche se in parte, sono rifinanziamenti
di programmi già decisi in precedenza, tutto ciò appare
ancor più grave, ove si consideri che il Governo Berlusconi era
stato costretto ad operare, suo malgrado, delle riduzioni.
Il Governo si è mostrato poco sensibile alle richieste di parte
del suo elettorato e di decine di parlamentari della Maggioranza che
hanno chiesto un drastico taglio delle spese militari, per dirottarle
verso quelle sociali, di aumentare i fondi della cooperazione e di stanziare
risorse per la riconversione produttiva verso il settore civile. Nel
corso del travagliato iter parlamentare la finanziaria, sugli investimenti
militari, ha subito tagli minimi, mentre ad esempio sono stati ridotti
i fondi per la ricerca e la scuola.
Allo stesso modo l’Esecutivo non ha ancora dato attuazione al programma
elettorale dell’Unione che ha previsto la diminuzione delle spese militari.
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